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LA SURROGA DEL MUTUO, QUALI SONO I COSTI?

MUTUO
Contratto di surroga del mutuo

Le preoccupazioni riguardo ai costi della surroga del mutuo sono del tutto comprensibili per chi cerca condizioni più vantaggiose rispetto a quelle del finanziamento già sottoscritto. Tra le domande sulla nuova perizia e sui costi notarili, spesso non è semplice per il mutuatario capire quale sarà la spesa effettiva di questa operazione.

In realtà, come previsto dalla legge, la surroga del mutuo non comporta particolari costi per il richiedente, a eccezione della tassa di iscrizione della surroga nei registri immobiliari. Prima di valutare se la portabilità del finanziamento sia un’opzione da prendere in considerazione, è utile cercare il mutuo migliore per le proprie esigenze.

I costi per la surroga del mutuo

Grazie alla surroga del mutuo, il richiedente può trasferire il finanziamento già sottoscritto da una banca a un’altra, al fine di ottenere condizioni migliori. Ma quali sono i costi di questa operazione?

Le spese per la surroga: cosa dice la legge

La surroga del mutuo è stata disciplinata in Italia nel 2007 con la Legge 40, che ha convertito il cosiddetto “Decreto Bersani”. Questo intervento normativo, poi modificato con il Decreto Legislativo 141/2010, è stato fondamentale per regolamentare i costi dell’operazione.

Secondo quanto stabilito per legge, la surroga:

  • Non prevede alcuna spesa da parte del mutuatario.
  • Comporta unicamente la tassa ipotecaria, necessaria per l’iscrizione del mutuo surroga nei registri immobiliari, pari a 35 euro.

Si può quindi affermare che, a livello di costi sostenuti dal richiedente, questa operazione è decisamente vantaggiosa. L’unico reale limite è rappresentato dall’importo erogato per il mutuo, che non può differire rispetto alla somma concessa con il finanziamento originario. Prima di procedere con la richiesta, è utile avvalersi di servizi per trovare la surroga migliore per le proprie esigenze.

I costi della surroga: come funziona con l’atto notarile e la perizia?

Il fatto che al mutuatario venga richiesto unicamente il pagamento della tassa d’iscrizione della surroga nei registri immobiliari non esclude l’esistenza di costi reali per effettuare la portabilità del finanziamento. Infatti, affinché la surroga possa essere concessa, l’istituto di credito ha bisogno di:

  • Aprire un’istruttoria sulla pratica, per analizzare tutta la documentazione necessaria a comprendere se la portabilità possa essere garantita.
  • Condurre una perizia sull’immobile per verificare il suo valore, le condizioni e la relativa agibilità.
  • Produrre i relativi atti notarili per certificare l’operazione di surroga.

Ma chi sostiene questi costi se non spettano al richiedente? La risposta è semplice: alla banca che offre la portabilità del mutuo. La legge è molto chiara in merito:

“Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione del nuovo finanziamento, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali. Gli intermediari non applicano alla clientela costi di alcun genere, neanche in forma indiretta, per l’esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di surrogazione”.

Questa disciplina si applica anche ai costi della surroga del mutuo INPS e alla portabilità eventualmente offerta da altre casse previdenziali.

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La banca può chiedere di sostenere costi per la surroga?

Nonostante la disciplina sia chiara, spesso si trovano in rete domande di mutuatari che affermano di aver ricevuto dalla banca la richiesta di sostenere dei costi per la portabilità del finanziamento. È davvero possibile?

La banca non può chiedere al mutuatario di sostenere i costi di istruttoria, perizia e atti notarili sul nuovo finanziamento. Questa confusione spesso nasce dall’errata interpretazione tra portabilità e sostituzione del mutuo. La sostituzione del mutuo prevede che la nuova banca estingua il finanziamento con la precedente e, contestualmente, apra un nuovo mutuo. Questo può avvenire, ad esempio, se si ha bisogno di un mutuo con maggiore liquidità. In questo caso, è normale che l’istituto di credito richieda di sostenere i relativi costi, trattandosi di un nuovo finanziamento.

Quando non conviene la surroga del mutuo?

Pur essendo un’operazione generalmente conveniente, la surroga del mutuo potrebbe non essere vantaggiosa in alcuni casi. Vediamo quando:

  • Se manca poco alla chiusura del mutuo: Non si otterrebbero particolari benefici nel trasferire il finanziamento per ottenere tassi di interesse più bassi.
  • Se i tassi di interesse sono in crescita: Il finanziamento originario potrebbe offrire condizioni più vantaggiose rispetto a quelle attualmente disponibili sul mercato.

Inoltre, è utile sapere che difficilmente le banche concedono una surroga se l’ammontare del finanziamento richiesto è inferiore ai 50.000 euro.

Quindi, la surroga del mutuo rappresenta una grande opportunità per ottenere condizioni più favorevoli senza costi aggiuntivi significativi per il mutuatario. Tuttavia, è importante valutare attentamente ogni singolo caso e considerare tutti i fattori che possono influenzare la convenienza dell’operazione.

Fonte: Idealista.it

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