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VENDERE CASA DOPO AVER USUFRUITO DEL SUPERBONUS 110%

vendere casa con superbonus 110

Una domanda comune che sorge quando si parla del Superbonus 110% è se sia possibile vendere casa dopo aver eseguito i lavori. Questo incentivo consente lavori di efficientamento energetico sugli immobili a condizioni estremamente vantaggiose. La risposta a questa domanda è chiara: non ci sono restrizioni riguardanti la vendita di un immobile soggetto a ristrutturazione agevolata con il Superbonus 110%.

La possibilità di vendere la casa dopo aver eseguito la ristrutturazione agevolata è effettivamente aperta e vantaggiosa, soprattutto grazie ai benefici legati all’efficientamento energetico degli immobili. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2024 ha recentemente introdotto alcune significative novità che riguardano la vendita di tali immobili. Queste novità riguardano principalmente la tassazione delle plusvalenze e il trasferimento delle detrazioni non utilizzate.

Il Superbonus 110% ha rappresentato un incentivo significativo per l’acquisto di immobili, contribuendo a un aumento delle compravendite nel settore. È importante sottolineare che l’introduzione di una tassazione al 26% sulla plusvalenza derivante dall’immobile che ha usufruito del bonus rappresenta una nuova componente fiscale da considerare.

Ciò significa che coloro che traggono profitto dalla vendita di un immobile beneficiato dal Superbonus dovranno pagare una percentuale del guadagno ottenuto. Questa tassazione al 26% è stata implementata dallo Stato, di fatto, come misura per recuperare una parte degli incentivi fiscali forniti attraverso il Superbonus. Pertanto, è fondamentale che i proprietari di immobili interessati da questa normativa siano consapevoli di questa tassazione al fine di pianificare adeguatamente le loro operazioni immobiliari e valutare l’impatto fiscale.
Nell’anno 2023, la detrazione del Superbonus ha subito una drastica riduzione e fino al 31 dicembre 2025 verrà elargito nelle seguenti misure:

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023
  • 70% per le spese sostenute nel 2024
  • 65% per le spese sostenute nel 2025

Dato l’interesse è per noi fondamentale, però, affrontare la tematica per comprendere al meglio cosa succede in questo 2024.

Cosa si intende per plusvalenza?

Sostanzialmente la plusvalenza è il guadagno che ottiene il venditore nel momento in cui cede un immobile ristrutturato e che corrisponde alla differenza tra il valore al quale lo vende e il prezzo d’acquisto aumentato delle spese sostenute per il miglioramento dell’immobile quali: spese notarili, imposte di trascrizione, ipotecaria e catastali e spese di ristrutturazione.

Da queste spese, però, vengono escluse quelle energetiche e sismiche che hanno permesso l’agevolazione al 110%.

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Riportiamo l’esempio del Quotidiano Nazionale con Caf Acli:
se abbiamo acquistato una casa a 200 mila euro e sostenuto spese non agevolate per 50 mila euro e agevolate al 110 per 100 mila e decido di rivendere la casa a 450 mila euro, la plusvalenza sarà uguale a 450 mila euro meno 250 mila euro (prezzo di acquisto più le 50 mila euro di spese non agevolate), pari a 200mila euro.

Su tale cifra, la tassazione applicata sarà pari al 26%.

Non in tutti i casi si paga però la plusvalenza, bisogna infatti rispondere ad alcuni criteri, nello specifico tre:

  1. L’immobile deve essere messo in vendita entro 10 anni dalla conclusione dei lavori con il 110.
  2. L’immobile non è stato utilizzato come abitazione principale.
  3. Il venditore ha chiesto il 110 tramite cessione del credito o sconto in fattura (e non come compensazione in dichiarazione dei redditi).

Aggiornamento del valore catastale post-ristrutturazione Superbonus 110%

“È importante sapere che, tutti coloro che hanno usufruito del Superbonus dovranno aggiornare il valore catastale dell’immobile ristrutturato perché l’agevolazione fiscale, volta ad incentivare interventi di riqualificazione energetica ed antisismica, implica anche conseguenze sul calcolo dell’IMU per gli immobili interessati.

La legge prevede che il valore catastale degli immobili sia adeguato in seguito a interventi di ristrutturazione significativi.

Gli interventi effettuati sotto il regime del Superbonus 110% che rientrano in questa categoria, comportano un possibile incremento del valore catastale dell’immobile. Questo incremento si traduce in una diversa applicabilità della base imponibile per il calcolo dell’IMU.

Dunque, il proprietario dovrà comunicare tutte le variazioni catastali.
In caso di comunicazioni assenti, errate o incomplete, il proprietario rischia di ricevere notifiche dall’Agenzia delle Entrate che sollecitano le dovute rettifiche”.

In sintesi, sebbene il Superbonus 110% offra importanti vantaggi, è essenziale informarsi adeguatamente circa la tassazione al 26% sulla plusvalenza per poter pianificare in modo efficace e consapevole la vendita del proprio immobile, salvo cambiamenti.

Le ultime novità a riguardo includono la conferma della tassazione al 26% sulla plusvalenza, l’introduzione di ulteriori riduzioni della detrazione del Superbonus nel corso degli anni e la possibilità di esenzione dalla tassazione della plusvalenza in determinate circostanze specifiche, secondo i criteri sopra descritti.

Per questo è fondamentale scegliere di affidarsi a professionisti come i consulenti Immovare.it per vendere casa in totale sicurezza.

 

 

Fonte: Agenzia delle Entrate, Immobiliare.it

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