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IMU 2023: DOPO GIUGNO E DICEMBRE, SI VA VERSO LA TERZA RATA NEL 2024.

IMU

Dopo giugno e dicembre (lunedì 18) si va verso la terza scadenza entro il 29 febbraio 2024 per ciò che riguarda l’IMU 2023.
L’ultima novità in un emendamento della Legge di Bilancio per consentire l’adeguamento delle aliquote IMU 2023; il versamento della principale tassa sulla casa non si chiuderà il 18 dicembre con il versamento del saldo.
Si va infatti verso un termine “dilatato”, fissato per il 29 febbraio 2024, data in cui sarà possibile versare il conguaglio dovuto.
“Sono 211 i Comuni che hanno pubblicato in ritardo, rispetto al termine del 28 ottobre, la delibera IMU per il 2023. In molte di queste amministrazioni, in vista del saldo del 18 dicembre, c’era il rischio di un ammanco di cassa. In caso di rialzo delle aliquote, infatti, i municipi rischiavano di incassare l’imposta ancora sulla base delle vecchie aliquote. La legge di Bilancio, allora, interviene per sanare questo problema.

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Nei Comuni interessati da questo cambiamento comunque, si andrà al saldo con le aliquote 2022. L’eventuale differenza andrà versata entro il 29 febbraio prossimo. Ed è sulle regole previste per gli enti locali che interverrà la Legge di Bilancio 2024, con un emendamento dei relatori che fisserà una nuova scadenza per la pubblicazione delle delibere sul sito del MEF e conseguentemente un termine aggiuntivo per il pagamento del conguaglio IMU”.
“In vista della scadenza del saldo IMU del 18 dicembre 2023, inoltre, non saranno previste modifiche alle regole di calcolo dell’imposta dovuta.
Nei comuni nei quali non risulta pubblicata una delibera aggiornata si applicheranno i valori previsti lo scorso anno e sostanzialmente, si pagherà lo stesso importo già versato alla scadenza dell’acconto di giugno.
Entro il 15 gennaio 2024 sarà possibile consultare sul sito del MEF le delibere con le nuove aliquote da utilizzare per determinare l’importo del conguaglio dovuto entro la scadenza del 29 febbraio, ovviamente senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

Inoltre, “in caso di aliquote IMU fissate dal Comune in misura inferiore rispetto a quelle dell’annualità precedente, utilizzate per determinare l’importo di acconto e saldo, al contribuente spetterà il rimborso delle somme corrisposte e non dovute sulla base dei nuovi regolamenti”.

 

Fonte: Sole24Ore – Informazionefiscale.it

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